Identikit dello studente universitario 4.0

Sei uno studente  fra i 18 e i 30 anni? A quale tipologia appartieni?

L’indagine condotta nel 2014 dall’Aie (Associazione Italiana Editori) in collaborazione con Cun (Consiglio Universitario Nazionale), Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha permesso di delineare, in base agli strumenti tecnologici utilizzati per prendere appunti a lezione, approfondire gli argomenti e preparare gli esami, cinque profili rappresentativi del variegato microcosmo di studenti con un’età compresa tra i 18 e i 30 anni.

I cinque identikit, sulla base delle modalità prevalenti di fruizione dei contenuti, dopo aver scandagliato preferenze e abitudini di un campione rappresentativo di oltre duemila studenti universitari, sono risultati i seguenti:

1° posto – GLI ONNIVORI – che usano tutto: manuali cartacei, ebook, fonti web, appunti e libri scelti autonomamente;

2° posto – I TRADIZIONALISTI –  refrattari alle nuove tecnologie, che prediligono strumenti di studio cartacei;

3° posto – I PRAGMATICI – studiano lo stretto necessario per l’esame senza fare distinzioni tra carta e digitale;

4° posto – I MINIMALISTI – cercano di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo e per studiare si affidano più agli appunti e agli schemini riepilogativi che non ai libri;

5° posto – GLI ESPLORATORI – sono per lo più lettori forti e approfondiscono le materie di studio sia sulla carta che su supporti digitali.

(tratto da: “Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale” M. Micheli)

Negli ultimi anni la tecnologia si è diffusa in modo massiccio e capillare anche nelle aule universitarie ma “carta” e “digitale” continuano a convivere: c’è chi integra le due modalità di fruizione dei contenuti, chi ne predilige decisamente una rispetto all’altra e anche chi, invece, utilizza di volta in volta il supporto che ritiene più adatto per le sue ricerche su una determinata materia.  (da Repubblica.it)

La differenza dipende dallo studente, dal suo metodo, dalla motivazione, se studia per il suo apprendere o unicamente al fine di superare l’esame.